AiutarSÌ

L'esperienza di Beatrice: cos'è il volontariato?

Ciao, sono Beatrice e vi scrivo da Napoli. Ho pensato molto a come descrivere una delle mie esperienze di servizio in maniera riassuntiva ma d’impatto. Il problema è che sceglierne solo una e descrivere con comuni parole ciò che emoziona oltre il comune è più difficile di quanto pensassi.

Senza dubbio l’esperienza che più mi ha colpito è stata quella fatta presso una comunità per ragazze, alla quale sono stata indirizzata da un mio caro capo scout. Quelle ragazze vivevano una situazione familiare completamente diversa dalla mia e questo mi ha fatto partire con l’idea di dover soccorrere come una crocerossina queste povere anime abbandonate. La realtà che poi mi sono trovata davanti è stata completamente diversa da come la immaginavo: ho trovato in loro ragazze come me, con i miei stessi interessi, le mie stesse passioni, le mie stesse identiche capacità, se non superiori.

Forse solo in quel momento mi sono resa conto di quanto il volontariato non sia altro che stare vicino a chi di persone vicine non ne ha, essere una spalla di supporto a chi questo supporto non può averlo, non perché meno meritevole, ma perché ahimè più sfortunato. Fare volontariato non è solo il soccorso dall’alto del monte dei comfort, ma è scendere da quel monte e rendersi conto che alla fine ci si ritrova per pura casualità, fortuna. E quando ti rendi conto di ciò, arriva il momento di trasformare questa fortuna in luce, in speranza per chi luce non riesce ancora a vedere.

Per questo e molto altro credo nel progetto di AiutarSì, nel suo intento di rendere il volontariato a portata di tutti, anche di coloro che non hanno avuto come me l’occasione di vivere sin da piccola queste esperienze, ma che hanno nel cuore il desiderio di portare un po’ della loro luce nel mondo. 

L'esperienza di Beatrice: cos'è il volontariato?

Ciao, sono Beatrice e vi scrivo da Napoli. Ho pensato molto a come descrivere una delle mie esperienze di servizio in maniera riassuntiva ma d’impatto. Il problema è che sceglierne solo una e descrivere con comuni parole ciò che emoziona oltre il comune è più difficile di quanto pensassi.

Senza dubbio l’esperienza che più mi ha colpito è stata quella fatta presso una comunità per ragazze, alla quale sono stata indirizzata da un mio caro capo scout. Quelle ragazze vivevano una situazione familiare completamente diversa dalla mia e questo mi ha fatto partire con l’idea di dover soccorrere come una crocerossina queste povere anime abbandonate. La realtà che poi mi sono trovata davanti è stata completamente diversa da come la immaginavo: ho trovato in loro ragazze come me, con i miei stessi interessi, le mie stesse passioni, le mie stesse identiche capacità, se non superiori.

Forse solo in quel momento mi sono resa conto di quanto il volontariato non sia altro che stare vicino a chi di persone vicine non ne ha, essere una spalla di supporto a chi questo supporto non può averlo, non perché meno meritevole, ma perché ahimè più sfortunato. Fare volontariato non è solo il soccorso dall’alto del monte dei comfort, ma è scendere da quel monte e rendersi conto che alla fine ci si ritrova per pura casualità, fortuna. E quando ti rendi conto di ciò, arriva il momento di trasformare questa fortuna in luce, in speranza per chi luce non riesce ancora a vedere.

Per questo e molto altro credo nel progetto di AiutarSì, nel suo intento di rendere il volontariato a portata di tutti, anche di coloro che non hanno avuto come me l’occasione di vivere sin da piccola queste esperienze, ma che hanno nel cuore il desiderio di portare un po’ della loro luce nel mondo.