AiutarSÌ

L'esperienza di Vincenzo: quali sono le cose importanti?

Ciao sono Vincenzo e scrivo da Napoli. Da circa un anno svolgo attività di volontariato presso l’associazione “ABIO Napoli” e, qualora avessi la possibilità di tornare indietro nel tempo, una delle scelte che farei altre mille volte ad occhi chiusi, sarebbe proprio quella di unirmi a loro come volontario. ABIO e la sua attività di volontariato è volta a sostenere e accogliere, presso i reparti pediatrici di 11 ospedali di Napoli e provincia, i bambini e le loro famiglie, con l’intento di rendere più serene e spensierate possibile le giornate dei piccoli pazienti dei reparti.

Fino a che l’emergenza Covid l’ha reso possibile, un giorno a settimana mi recavo all’ospedale a cui sono stato assegnato e, insieme ad altri volontari, per circa 3 ore ero a stretto contatto con i bambini e con i loro genitori. Una volta in reparto, per quanto possano essere difficili le realtà che ti trovi di fronte, l’unica cosa che conta è cercare di far divertire i bambini, di strappare loro un sorriso, e di donare qualche parola di conforto alle famiglie che accompagnano i piccoli nelle loro battaglie. Ciò che è importante è far sì che, anche questi bimbi, spesso costretti a crescere troppo in fretta, possano avere nelle loro giornate un po’ di quella che dovrebbe essere la quotidianità di ogni bambino, fatta di spensieratezza e leggerezza.

A tale scopo, vengono organizzati molti eventi e feste e proprio durante una di queste occasioni è avvenuto un episodio che mi ha regalato un ricordo indelebile. Era il periodo di Natale ed io, vestito da elfo per rendere più viva l’atmosfera natalizia, stavo chiacchierando e giocando con un bambino ad uno dei giochi messi a nostra disposizione. Mentre stavamo giocando, il bimbo mi ha improvvisamente abbracciato e in quelle braccine che mi avvolgevano stretto ho provato una gioia immensa, la stessa gioia che noi volontari cerchiamo di donare ogni giorno ai piccoli pazienti dei reparti e che non mi sarei aspettato anche loro potessero donare a me. In quel momento ho capito quanto importante fosse per me l’esperienza che stavo vivendo, quanto questa ti cambi e ti faccia capire quali sono le cose davvero importanti, che spesso si danno per scontate o sulle quali non ci soffermiamo abbastanza.

Proprio in ricordo di questa e di altre simili emozioni provate durante la mia esperienza come volontario, credo sia importante sostenere AiutarSì nel suo intento. Rendere più accessibile il mondo del volontariato a coloro che desiderano farne parte promuovendo la diffusione delle numerose iniziative organizzate dalle molteplici associazioni che sono dislocate sul nostro territorio e, dall’ altro lato, sostenere proprio queste associazioni nella ricerca di volontari. Troppo spesso infatti, queste due facce della stessa medaglia hanno difficoltà ad incontrarsi con conseguente perdita di “materiale umano” per le associazioni e impossibilità, per chi ne ha voglia, di rendersi utile nella società. È il momento di scuotere le acque!

L'esperienza di Vincenzo: quali sono le cose importanti?

Ciao sono Vincenzo e scrivo da Napoli. Da circa un anno svolgo attività di volontariato presso l’associazione “ABIO Napoli” e, qualora avessi la possibilità di tornare indietro nel tempo, una delle scelte che farei altre mille volte ad occhi chiusi, sarebbe proprio quella di unirmi a loro come volontario. ABIO e la sua attività di volontariato è volta a sostenere e accogliere, presso i reparti pediatrici di 11 ospedali di Napoli e provincia, i bambini e le loro famiglie, con l’intento di rendere più serene e spensierate possibile le giornate dei piccoli pazienti dei reparti.

Fino a che l’emergenza Covid l’ha reso possibile, un giorno a settimana mi recavo all’ospedale a cui sono stato assegnato e, insieme ad altri volontari, per circa 3 ore ero a stretto contatto con i bambini e con i loro genitori. Una volta in reparto, per quanto possano essere difficili le realtà che ti trovi di fronte, l’unica cosa che conta è cercare di far divertire i bambini, di strappare loro un sorriso, e di donare qualche parola di conforto alle famiglie che accompagnano i piccoli nelle loro battaglie. Ciò che è importante è far sì che, anche questi bimbi, spesso costretti a crescere troppo in fretta, possano avere nelle loro giornate un po’ di quella che dovrebbe essere la quotidianità di ogni bambino, fatta di spensieratezza e leggerezza.

A tale scopo, vengono organizzati molti eventi e feste e proprio durante una di queste occasioni è avvenuto un episodio che mi ha regalato un ricordo indelebile. Era il periodo di Natale ed io, vestito da elfo per rendere più viva l’atmosfera natalizia, stavo chiacchierando e giocando con un bambino ad uno dei giochi messi a nostra disposizione. Mentre stavamo giocando, il bimbo mi ha improvvisamente abbracciato e in quelle braccine che mi avvolgevano stretto ho provato una gioia immensa, la stessa gioia che noi volontari cerchiamo di donare ogni giorno ai piccoli pazienti dei reparti e che non mi sarei aspettato anche loro potessero donare a me. In quel momento ho capito quanto importante fosse per me l’esperienza che stavo vivendo, quanto questa ti cambi e ti faccia capire quali sono le cose davvero importanti, che spesso si danno per scontate o sulle quali non ci soffermiamo abbastanza.

Proprio in ricordo di questa e di altre simili emozioni provate durante la mia esperienza come volontario, credo sia importante sostenere AiutarSì nel suo intento. Rendere più accessibile il mondo del volontariato a coloro che desiderano farne parte promuovendo la diffusione delle numerose iniziative organizzate dalle molteplici associazioni che sono dislocate sul nostro territorio e, dall’ altro lato, sostenere proprio queste associazioni nella ricerca di volontari. Troppo spesso infatti, queste due facce della stessa medaglia hanno difficoltà ad incontrarsi con conseguente perdita di “materiale umano” per le associazioni e impossibilità, per chi ne ha voglia, di rendersi utile nella società. È il momento di scuotere le acque!